Come pesci volanti

“Come pesci volanti” è un festival di teatro emergente ideato per dare visibilità ad una nuova generazione di artisti, che molto spesso fatica ad emergere nel grande mare culturale della penisola italiana. Con il titolo “Come pesci volanti” si vuole infatti rendere omaggio a tutte le compagnie che con fatica e tenacia si immergono ogni giorno nelle sale prove, nuotando tra difficoltà tecniche e organizzative, per riuscire poi ad emergere con le proprie creazioni.

All’edizione zero del 2024 hanno partecipato “Chameleons” di Ersiliadanza, “fragileresistente” de il turno di notte, “Preferisco il rumore del mare” di Balt Collettivo, “Affogo” di Dino Lopardo, “Gassa d’amante (primo studio)” di Labirion Officine Trasversali e “María” di Hangar Teatri.

Il festival è realizzato nell’ambito del progetto Cantiere Cultura, che intende supportare e promuovere la creazione e la programmazione culturale da parte dei giovani, offrendo loro spazi e opportunità per esprimere la propria creatività. Un invito a mettersi in gioco per costruire, innovare e contribuire alla crescita del panorama culturale, mettendo al centro il talento e l’energia delle nuove generazioni. In questo caso il “cantiere” di lavoro è proprio Hangar Teatri, luogo in cui questi artisti emergenti hanno la possibilità di sperimentare, esplorare e farsi conoscere.

Dopo il successo dell’edizione zero, Hangar Teatri ha ospitato la prima edizione di Come pesci volanti – Festival di teatro emergente, da venerdì 28 a domenica 30 novembre.
Ad inaugurare il festival Ornella Bavaro, Pietro Barbanente, e Salvatore Coscione con Karaoke Tomato Ketchup, uno spettacolo distopico sul futuro del pianeta.
A chiudere la serata, lo spettacolo “Ilva football club” una creazione di Usine Baug & Fratelli Manigli, la storia della più grande acciaieria d’Europa. La serata dopo si è conclusa con lo spettacolo “Inizia con la lettera A” un progetto FanniBanni’s, racconta l’incontro di due sorelle con il passato e si trovano costrette ad affrontare il peso della propria eredità familiare. L’ultima giornata del festival ospita “Ahmen”, una produzione del Cromo Collettivo Artistico, con Andrea Perotti e Valerio Sprecacè, spettacolo che racconta l’immigrazione, concentrandosi sulle battaglie quotidiane di chi deve lottare ogni giorno per affermare il proprio diritto a esistere. A chiudere il festival “Anonimasequestri”, un sequestro ideato e organizzato da Leonardo Tomasi, con Federico Giaime Nonnis, Daniele Podda e lo stesso Tomasi in scena, e con la drammaturgia e assistenza alla regia di Sonia Soro. Lo spettacolo racconta la storia di due trentenni sardi che, tra provini per fiction sul banditismo e spot turistici, cercano di sbarcare il lunario inseguendo il ruolo più adatto a loro.


Durante il festival è stato accolto il workshop “La tavola rotonda” curato da Ateatro e tenuto da Patrizia Cuoco e Mimma Gallina, dedicato al tema della coproduzione, pratica ormai sempre più diffusa e spesso indispensabile per la realizzazione di uno spettacolo. La coproduzione rappresenta oggi una modalità di lavoro che consente di condividere investimenti e risorse, di ampliare le possibilità di creazione e messa in scena, e di favorire la collaborazione tra artisti e strutture produttive.
Allo stesso tempo, essa costituisce un passaggio significativo verso la distribuzione, poiché la condivisione delle fasi produttive apre spesso nuove opportunità di circuitazione e visibilità. L’incontro è concepito come un momento di confronto operativo, in cui i partecipanti sono invitati a portare le proprie esperienze dirette di coproduzione o di collaborazione produttiva. Partendo da casi concreti il lavoro si concentrerà sugli aspetti tecnici, amministrativi e contrattuali che caratterizzano questo tipo di accordi.